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Associazione Bioprogress Onlus

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In risposta all’articolo “Xxxxxx Xx Xxxxx, guerra tra medici” pubblicato su Il Giornale

October 28, 2012 at 23:52


Su Il Giornale dello scorso 30 Aprile è stato pubblicato un articolo dal titolo “Xxxxxx Xx Xxxxx, guerra tra medici”, a firma della giornalista Gioia Locati, relativo ad una ricerca scientifica condotta presso l’Università di Firenze.

Questo articolo riporta un’intervista al Dott. Nicola Pacini, la quale ha originato varie critiche all’interno dei commenti della pagina on line del sito de Il Giornale, sul "Xxxxxxxxxxxxx" e sul gruppo facebook “XXX (Xxxxxx Xx Xxxxx) dal cancro si puo’ guarire!!!”

Pubblichiamo qui la doverosa replica di Pacini, relativa a questa intervista confezionata dalla giornalista successivamente ad un pacato dialogo telefonico della durata di oltre mezz’ora.

Qui di seguito riporto integralmente le domande estrapolate dal dialogo telefonico, le “mie” risposte riportate dalla Dott.ssa Locati, e ciò che è il mio pensiero in relazione a quelle domande.


Pacini, è lei l'autore di quella frase?

«Se fosse dipeso da me non l'avrei messa, però è vero che le tre molecole non sono mai state testate insieme».

La melatonina, l’acido retinoico e la somatostatina, come ben sappiamo, furono utilizzate insieme solo dal Prof. Xx Xxxxx.

È importante chiarire che sebbene l’utilizzo in terapia oncologica risalga al lavoro ed alla genialità del Professore, che oltre ad usare queste molecole ne individuò anche alcuni essenziali e fondamentali meccanismi d’azione, va precisato tuttavia che uno studio in vitro non consegna certezza di risultato in vivo, quanto si impegna invece a studiare ed individuare le azioni molecolari delle sostanze analizzate. Ed in vitro le tre molecole non erano mai state studiate assieme.


È sicuro? Xx Xxxxx ha pubblicato 122 casi di tumore mammario regrediti anche con queste tre sostanze abbinate, lui le ha testate sulle persone, lei sui vetrini.…

«Per avere il consenso della comunità scientifica dovevamo partire da zero».

Sono sicuramente lodevoli gli sforzi compiuti dal Dott. Xxxxxxxx Xx Xxxxx nel tentativo di portare ad un’affermazione del XXX ma, a torto o a ragione, la comunità scientifica ha maturato la convinzione che la cura Xx Xxxxx è completamente inattiva.

Il nostro studio, ad onor del vero, è stato eseguito non su vetrini, o almeno non solo, ma su milioni e milioni di cellule vive ed incubate secondo i massimi standard della buona ricerca scientifica. Questo lavoro non è assolutamente comparabile ad uno studio clinico, in quanto lo studio in vitro ricerca e pone altri interrogativi: non già domande di efficacia, ma indicazioni a proposito dei meccanismi di azione di sostanze che, eventualmente, potrebbero riflettersi in vivo.


Si spieghi meglio.

«La comunità scientifica è troppo chiusa, non avrebbero mai accettato un lavoro a firma Xx Xxxxx».

Il fatto che queste molecole siano il nocciolo portante della cura Xx Xxxxx è talmente manifesto che alcune riviste hanno rigettato il lavoro: un referee di una nota rivista scientifica ha replicato che siccome queste molecole sono note da anni e sono già state testate in vivo, nella sperimentazione ministeriale del 1998, non funzionano e quindi è inutile sapere se in vitro sono attive o meno…

Così, per vari mesi abbiamo dovuto rivolgerci ad altre riviste scientifiche ed attendere. L’atteggiamento più passionale e umano sarebbe stato quello di mandare tutto al diavolo, ma la realtà vera è che se si vuole far ragione della verità, nei propri limiti oggettivi, occorre stringere i denti, lottare e replicare con calma e pacatezza, in una logica di dialettica civile e di rispetto delle parti, per quanto alle volte siano esse in eccesso di prevenzione. Si poteva gettare tutto alle ortiche e gridare al complotto, all’ingiustizia o alla prevenzione intellettuale, male peggiore di ogni altro, ma abbiamo tenuto duro, e senza risposte offensive abbiamo accettato i giudizi di parte e cercato, finché non l'abbiamo trovato, chi ha accolto il dato in sé per quello che è. L’affermazione di una realtà chimico-fisica non può avvenire per lotta, per grida o per chi fa la voce grossa, ma solo con il silenzioso ed operoso costante lavoro.


«Neuroendocrinology Letters e Gynecological Cancer» li hanno accettati.

«La comunità scientifica li considera lavori troppo autoreferenziali e le riviste “di parte“».

Questi studi, per quanto possano essere seri e validi, sono largamente ignorati, in relazione anche al fatto che nella prima rivista scientifica il Dott. Xxxxxxxx Xx Xxxxx è membro del “board of editors”, mentre per quanto riguarda la seconda, questa non ha accettato nessun articolo in quanto si tratta dell’abstract presentato ad un convegno, non sottoposto a peer-review e non indicizzato su medline.

Tutti gli articoli a firma degli eredi del Prof. Xx Xxxxx sono pubblicati su Neuroendocrinology Letters, una rivista dal basso Impact Factor. Per quanto anche io abbia pubblicato un paio di articoli su quella rivista, e sarei ben lieto di poterlo fare nuovamente nel futuro, la comunità scientifica ne ha scarsa considerazione proprio a causa di quel suo 1,296. Riporto questo nonostante personalmente nutra grandi dubbi sulla validità di questo indice, ma purtroppo è così che la comunità scientifica qualifica o squalifica una pubblicazione. E ciò non è colpa mia.

A ben vedere essere presente nel boards of editors, il basso impact factor o cose simili non sono né una colpa né un male, ma chi ha già scritto la propria sentenza, e giudicato in modo aprioristico, può appigliarvisi e pur di screditare si appiglierà sempre ad ogni pretesto.


Però lei li ha copiati.

«Xx Xxxxx è stato il primo ad aver capito negli anni '60 e '70 che per frenare un tumore è più efficace la terapia biologica della chemioterapia».

Il Prof. Xx Xxxxx fu il primo ad utilizzare certe sostanze ed a porre il concetto stesso di terapia biologica dei tumori in alternativa alle concezioni chemioterapiche.

Lamentarsi dell’ingiustizia e della bruttezza annichilente delle cose, in relazione al comportamento della comunità scientifica, la quale ha finora largamente ignorato e contrastato l’opera del Professore, non porterà da nessuna parte, ma mostrare evidenze nuove, pur con i limiti del modello in vitro, può rafforzare la presa in considerazione dell’importanza e delle potenzialità di certe molecole.

Per fugare definitivamente l’assurda e pretestuosa idea che in questo lavoro si siano copiate idee del Professore, in questo studio si tratta di varie cose già espresse da anni, quali l’azione di queste sostanze sul recettore dell’EGF, sebbene in vitro per la prima volta si sia evidenziato un sinergismo di queste tre molecole.

Si fa inoltre riferimento alla Notch signaling pathway, una delle vie di segnalazione più importanti soprattutto alla luce delle nuove acquisizioni sulle cancer stem cells. Questi sono argomenti mai trattati dal Prof. Xx Xxxxx, non certo a causa della propria incapacità a comprenderli o a svilupparli, quanto perché si tratta di conoscenze recenti, ed in taluni casi postume alla propria morte. Per la prima volta si è dimostrato, lo preciso nuovamente, unicamente in vitro, che parte di ciò che spesso è stato definito con disprezzo “cocktail”, è attivo su una via di segnalazione che non è riferita a fattori di crescita: la Notch signaling pathway prevede interazioni cellula-cellula, svincolate da qualsiasi fattore di crescita, a carico delle cancer stem cells, fondamentali per la sopravvivenza delle cellule neoplastiche.

Per la prima volta si è inoltre dimostrato che dette molecole sono attive nei confronti della ciclina A, altra molecola nota per promuovere la mitosi cellulare, e che possiedono un’azione nei confronti dei canali ionici del potassio. Si badi bene che il Prof. Xx Xxxxx fu il secondo al mondo ad evidenziare un’azione della melatonina sui canali del potassio nei megacariociti di ratto. Le prime prove in tal senso furono ottenute da Jiang ZG et al. nel 1995 a livello dei nuclei soprachiasmatici, tuttavia esistono almeno 20 differenti canali del potassio, che generano correnti di almeno tre tipi: IKs, IKr, IKv. È riconosciuto da parecchio tempo come la loro azione sia essenziale al mantenimento in vita delle cellule tumorali: abbiamo dimostrato che la melatonina è attiva nei confronti di questi canali nelle cellule tumorali ed è stato condotto uno studio elettrofisiologico che finora mai era stato eseguito. Ad essere onesti i risultati da noi ottenuti sono diametralmente opposti a quelli ottenuti dal Prof. Xx Xxxxx nei megacariociti, poiché diverse sono le correnti e diversi i canali ionici. In altre parole si è indagato qualcosa di diverso rispetto ai canali del potassio nei megacariociti, quanto invece sono state analizzate correnti del potassio in cellule tumorali sotto l’azione di sostanze che in tal senso non erano mai state studiate.

Ritengo perciò che aver identificato, o meglio aver contribuito all’identificazione dell’attività di alcune sostanze su vie di segnalazione coinvolte nel comparto staminale tumorale, non possa definirsi un plagio, e che sia scorretto ed ingiustificato definirlo tale in modo dogmatico e preconcetto.

Trovo altresì ridicolo aver letto qualche commento secondo cui avrei utilizzato soldi pubblici, in quanto questo lavoro è stato finanziato interamente da privati, peraltro anche con fondi personali ovvero miei, ed in effetti è davvero triste che non si finanzino pubblicamente ricerche importanti, quali ritengo queste siano, che potrebbero finalmente aiutare a chiarire questioni che da troppo tempo rimangono irrisolte o fatti e meccanismi non ancora definiti, al di là di qualsiasi riferimento clinico.


Poteva dimostrargli la sua riconoscenza scrivendo nella biografia il cognome Xx Xxxxx.

«Io sono un sostenitore del metodo Xx Xxxxx, non sono un ladro, non ho rubato niente».

Lo stesso ragionamento esposto più sopra vale allo stesso modo per la bibliografia, laddove già non si sarebbe potuto pubblicare l’articolo in quanto secondo molti riferito ad una cura di risaputa inattività clinica. Fortunatamente siamo stati in grado di citare un lavoro di Todisco et al. del 2001, relativo a pazienti affetti da linfoma non Hodgkin.

Personalmente, non sono l’araldo della cura Xx Xxxxx e mi occupo anche di molto altro. Non credo che questo metodo terapeutico sia la risposta definitiva o totale alla cura del cancro, quanto invece una valida e sostanziale alternativa terapeutica alle cure “ufficiali”. In questo, i sostenitori accaniti del XXX saranno in profondo disaccordo, ma fino a prova contraria è lecito da parte mia, ed in un certo senso doveroso, esprimere la mia opinione con le modalità proprie di una dialettica di cordialità e rispetto.

Perciò non è mio interesse prendere univoca ed estrema posizione nei confronti del XXX o di altre terapie, quali ad esempio relative alla straordinaria opera del Prof. Warburg, in quanto il mio compito è solo e soltanto quello di approfondire, studiare e ricercare fatti certi ed univoci. Ciò non è vigliaccheria o mancanza di senso etico, ma la consapevolezza che la realtà biologica è talmente complessa ed articolata, che in ogni possibile posizione è possibile ritrovare un frammento di verità, tale che l’unica vera posizione possibile è la pacatezza e l’osservazione distaccata dei dati a disposizione. Credo che non esista nessuna terapia totalmente valida e che la realtà vera è ben lontano dall’essere compresa.

Fino a quando ci trascineremo in un mondo dominato da lotte, interessi, passioni, avremo almeno nella scienza una via in cui è presente un solo elemento cardine di unità: il dato di fatto, che travalica e trascende qualsiasi nostro soggettivo istinto e qualsivoglia passione.

Trovo perciò sconvenienti e fuorvianti, riferimenti idioti a “dibelliano” o “anti-dibelliano”, i quali non solo non hanno niente a che fare con la medicina, ed ancor più con la scienza della vita, ma a mio opinabile giudizio sminuiscono e banalizzano il lavoro del Prof. Xx Xxxxx e lo occultano ancor di più. Si tratta di passioni ed animosità proprie di una partita di calcio, di una rivalità che nulla hanno a che fare con l’obiettiva ricerca della verità.

A noi non spettava e non spetta essere i portabandiera di un metodo: oggi sappiamo cose e fatti nuovi a cui poteva essere data la giusta enfasi propositiva, ma che ahimè sono stati ignorati e disprezzati, con modalità e toni che nulla hanno a che vedere con la corretta e civile dialettica. La logica del suscitare clamore, in questa come in vicende analoghe, del noi contro tutti, della chiusura verso chi non è davvero avversario, ma semplicemente considera le cose da un punto di vista differente, non ha mai portato a qualcosa che abbia costruito qualcosa…


Ma è normale che per farsi accettare dalla comunità scientifica si debba negare la paternità di una scoperta?

«Non è la prima volta, il mondo è quello che è e noi ci stiamo in mezzo».

Qui non ci si è attribuiti né l’azione della melatonina sul sistema immuno-ematopoietico, né il fatto di aver trovato che tali molecole in combinazione risultino attive o meglio potenzialmente attive su cellule tumorali in vivo, né si è discusso di assi neuroendocrini (GH-prolattina).

In questo articolo si è trattato di fatti che per la stragrande maggioranza sono nuovi e di capitale importanza negli scenari che vanno aprendosi sulla biochimica e la biologia molecolare delle neoplasie, non inerenti a fattori di crescita o simili.


Qui si tratta di una terapia contro il cancro.

«Lo so bene, per questo mi sono comportato così: per far accettare un modello in cui credo, agisco in modo asettico, partendo da zero».

Non volendo essere tautologici con i commenti già espressi, proprio perché si tratta di una terapia contro il cancro e proprio perché potenzialmente utile, fosse anche solo per allungare la vita ovvero nell’utilizzo palliativo della stessa, qui non si sta parlando dell’efficacia o meno della cura Xx Xxxxx, fatto che a noi non interessava e che non spettava a noi dimostrare.


È vero che avete già pronto un lavoro sul tumore del colon?

«Sì, le tre molecole sono efficaci anche sul tumore al colon».

Personalmente sono molto rattristato, poiché sebbene altri studi siano stati compiuti, ritengo che ben difficilmente vedranno la luce. Avevamo iniziato alcune prove di xerotrapianto di cellule MCF-7 in topi nudi, così da percorrere l’iter dal vitro al vivo, ma sebbene vi siano state potenziali indicazioni in tal senso, i fondi sono terminati e personalmente sono ancora impegnato non senza difficoltà a sanare le spese fatte.

Oltretutto, attualmente i miei sforzi sono prevalentemente concentrati sul metabolismo e sulla biochimica delle neoplasie.


E nella biografia indicherà il nome Xx Xxxxx?

«Lo farò».

Al cancro nella mia vita ho pagato e pago un prezzo altissimo, e verso il Prof. Xx Xxxxx ho un grande debito. Per quanto riguarda la riconoscenza che nutro nei confronti del Professore, finora ho riservato alla melatonina il ruolo di protagonista in un paio di articoli scientifici condotti presso il Laboratorio Privato di Fisiologia di via Marianini a Modena: il primo è dedicato ai rapporti tra melatonina e sistema immunoematopoietico, ed il secondo riguarda i rapporti tra melatonina e citocalasina B nei confronti del citoscheletro eritrocitario.

In questo sito sono espressi i nostri pensieri e le nostre opinioni, in parte coincidenti ed in parte divergenti dal mondo XXX. Ognuno potrà interessarsi e crearsi la propria idea, condividere oppure non condividere affatto, ma se si avrà il coraggio e la forza di intravedere la pluralità e la diversità delle cose, la ricchezza e la bellezza delle tante sfumature, allora al cammino della conoscenza si renderà un vero servizio.

Da ciò sarò sufficientemente pago e soddisfatto se solo riuscissi non già a compiere cose grandiose, quanto a porre l’attenzione sulle potenzialità delle terapie biologiche e su un universo in costante e continuo divenire.

Spero che un giorno si possa arrivare a vivere una situazione in cui si possa affermare il proprio pensiero in libertà e serenità senza veti assurdi. Nel frattempo, come compiuto con questa ricerca, cercherò di continuare a lavorare per offrire il mio modesto contributo alla costituzione di una voce scientifica libera, sia pur nella modestia di mezzi, di idee e di possibilità, libero da sterili dogmi e da malizie che nulla hanno a che vedere con il fine ultimo della ricerca, ovvero ritrovare la realtà chimico-fisica delle cose, la quale trascende ire, passioni, animosità ed attacchi personali.

Contraria Sunt Complementa,
   Nicola Pacini.

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