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Associazione Bioprogress Onlus

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"Forse, da persona anziana della vecchia generazione, dovrei farvi una predica, ma mi propongo di non farlo. Vorrei invece darvi un consiglio su come comportarsi nei confronti degli anziani: quando un uomo vecchio e distinto vi parla, ascoltatelo con attenzione e rispetto, ma non credetegli. Non riponete la vostra fiducia in nulla che non sia il vostro intelletto. Il vostro vecchio, non importa che abbia i capelli grigi o abbia perso i capelli, non importa che si tratti di un vincitore del Nobel, potrebbe sbagliarsi. Il mondo progredisce, anno dopo anno, secolo dopo secolo, così che i membri delle nuove generazioni scoprono cose che erano sbagliate tra le cose che i loro vecchi avevano detto. Perciò dovete sempre rimanere scettici, e sempre pensare con la vostra testa."

Tratto da “Linus Pauling: Scientist and Peacemaker” di Clifford Mead e Thomas Hager, 2001: un discorso dedicato agli studenti del Prof. Linus Pauling (premio Nobel per la chimica nel 1954 e per la pace nel 1962).




"...descriveva un sistema per catturare le scimmie. Si vedevano dei negri che fissavano a una palma da cocco una specie di anfora, vi gettavano sul fondo alcune noccioline, e poi se ne andavano. La scimmia accorreva, infilava la mano nel collo strettissimo del recipiente e s’impadroniva delle noccioline. Ma allora non poteva più ritirare la mano. Tirava e si agitava, impazzita. Ciò che aveva afferrato la teneva prigioniera. I negri ritornavano, agguantavano e legavano la povera bestia e spezzavano l’anfora per liberarle la mano gonfia di noccioline.

...Bisogna toccare ed esaminare i frutti deposti in fondo all’anfora, poi ritirarsi agilmente. Ed è appunto a ritiravi agilmente che io vi invito, al termine della vostra lettura.

...Per gli osservatori veramente attenti, i problemi che si pongono all’intelligenza contemporanea, nei tanti campi in cui si estende, dalla fisiologia alla fisica nucleare, non sono affatto problemi di progresso. Da qualche anno, oramai, l’idea del progresso è morta, in Occidente. Sono invece problemi di cambiamento radicale di stato, problemi di trasmutazione. In questo senso, i componenti di quella famiglia di spiriti che ho citato all’inizio del libro sono, prima ancora degli scienziati d’avanguardia e dei poeti, le sole persone veramente impegnate nell’avventura del mondo attuale. Tutto il resto è conformismo, arretratezza e futilità. Lungi dall’essere in una posizione di rifiuto della realtà presente, lungi dall’essere ciò che i progressisti (cioè gli spiriti opachi, convenzionali) chiamano "reazionari", gli uomini tesi verso le realtà dell’esperienza interiore si avviano verso l’avvenire e danno la mano ai filosofi, ai fisici, ai matematici, ai biologi che preparano in questo momento l’avvento d’un mondo completamente diverso dal mondo di faticosa transizione in cui viviamo ancora per qualche tempo. Ed incarnano, in prolungamenti inattesi ed ancora indicibili, le antiche virtù della fede, della speranza e della carità."

Tratto da "Monsieur Gurdjieff" di Louis Pauwels, edizioni Mediterranee, 1972 (Edition de Seuil, 1954).




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Tratto da “L’arte del precipitare le cose” di Dodi Cifrati, Astrofabio Edizioni, 2001.




Ted Arroway: "In tutte le nostre ricerche, la sola cosa che rende il vuoto sopportabile, sono gli altri."
Ellie Arroway: "Ma che succede adesso?"
Ted Arroway: "Adesso, te ne torni a casa."
Ellie Arroway: "A casa? Ma, io ho tante di quelle domande. Potremo tornare qui?"
Ted Arroway: "Questo era un primo passo. Col tempo ne farete altri."
Ellie Arroway: "Ma altre persone devono vedere quello che ho visto io. Devono..."
Ted Arroway: "Si è sempre fatto così per miliardi di anni."
Ellie Arroway: "Ma io..."
Ted Arroway: “Piccoli passi. Piccoli passi..."

Tratto da "Contact" di Robert Zemeckis, 1997.




“Il processo inverso, la dedifferenziazione della vita, si svolge davanti ai nostri occhi nello sviluppo del cancro, il quale è un'altra espressione della dedifferenziazione. Ad esserne certi, lo sviluppo del cancro avviene anche in presenza di ossigeno libero nell'atmosfera, quando quest’ultimo non è in grado di penetrare in quantità sufficiente nelle cellule in crescita, oppure quando gli apoenzimi respiratori delle cellule in crescita non sono saturati con i gruppi attivi (coenzimi). In ogni caso, durante lo sviluppo del cancro la respirazione diminuisce sempre, compare la fermentazione, e le cellule altamente differenziate vengono dirette verso un metabolismo fermentativo anaerobico. Queste cellule perdono tutte le proprie funzioni, mantenendo solo l’oramai inutile proprietà di crescita. Così, quando scompare la respirazione, la vita non scompare, ma scompare il significato della vita, e ciò che rimane sono “macchine in crescita” che distruggono il corpo in cui crescono.”

Tratto dall’intervento “The Prime Cause & Prevention of Cancer: Respiration of Oxygen in Normal Body Cells vs. Fermentation of Sugar in Cancer Cells” tenuto a Lindau il 30 Giugno 1966 dal Prof. Otto Warburg (premio Nobel per la medicina nel 1931).




“…Vi racconto questa storia perché Archie Cochrane, in tutta la sua vita, ha combattuto contro un terribile disturbo. E si è reso conto che era debilitante per l’individuo, nonché corrosivo per la società.

E gli ha trovato un nome. L’ha chiamato: “complesso di Dio.” Sono in grado di descrivere i sintomi del complesso di Dio molto facilmente. Allora, i sintomi del complesso di Dio, non importa quanto complesso sia il problema, sono: avere una convinzione assolutamente schiacciante che la propria soluzione sia infallibilmente esatta.

Cochrane era un medico. Aveva parecchio a che fare con i medici. Ed i medici soffrono parecchio del complesso di Dio.

...gente che, di fronte ad un mondo incredibilmente complicato, è comunque assolutamente convinta di capire come funziona il mondo.”

Tratto da un intervento di Tim Harford tenuto a TEDGlobal 2011.




"Come ha ben dimostrato Émile Meyerson, normalmente il pensiero si muove. La maggior parte dei risultati del pensiero è, in fondo, frutto di un cammino estremamente lento verso un’evidenza. Le più ammirevoli scoperte matematiche non sono che uguaglianze: uguaglianze inattese, ma tuttavia uguaglianze. Il grande Leonhard Euler considerava come vertice sublime del pensiero matematico la relazione:
 
eiπ + 1 = 0
Questa relazione che accoppia il reale e l’immaginario e costituisce la base dei logaritmi naturali, è un’evidenza.

Quando la si spiega ad uno studente di matematica superiore, questi immancabilmente dichiara che in effetti è cosa assolutamente evidente. Perché è stato necessario tanto pensiero per tanti e tanti anni per arrivare ad una tale evidenza?

In fisica, la scoperta della natura ondulatoria delle particelle è la chiave che ha aperto l’era moderna. Anche in quel caso si tratta di un’evidenza. Einstein aveva scritto: l’energia è uguale a mc2, dove m è la massa e c la velocità della luce. Questo nel 1905. Nel 1900 Planck aveva scritto: l’energia è uguale a hν, dove h è una costante e v la frequenza delle vibrazioni. Si è dovuto attendere fino al 1923 perché Louis De Broglie, genio eccezionale, pensasse ad uguagliare le due equazioni ed a scrivere:
hν = mc2

Anche nelle più grandi menti, il pensiero striscia. Non domina l’argomento.

Ultimo esempio: dalla fine del secolo XVIII si è insegnato che la massa appariva contemporaneamente nella formula dell’energia cinetica ( E = ½mv2 ) e nella legge di gravitazione di Newton (due masse di attraggono con forza inversamente proporzionale al quadrato delle distanze). Perché è stato necessario attendere Einstein per capire che la parola massa ha lo stesso significato nelle due formule classiche? Se ne deduce immediatamente tutta la relatività. Perché una mente sola, in tutta la storia dell’intelligenza, ha visto questo? E perché non l’ha capito subito, ma dopo dieci anni di ricerche accanite?

Perché il nostro pensiero cammina su un sentiero tortuoso che è posto su un solo piano e si interseca parecchie volte. E senza dubbio le idee spariscono e riappaiono periodicamente: senza dubbio le scoperte vengono dimenticate, poi rifatte."

Tratto da "Il mattino dei maghi" di Louis Pauwels e Jacques Bergier, Mondadori edizioni (Gallimard, 1960).






“One has to wait without impatience for what should come, and yet at the same time do everything within one’s power as though one were impatient and as though one were solely responsible.”

Rodney Collin


 





[...] Colui che con un corpo forte serve la mente, sacrifica le sue forze mortali a un degno lavoro e non cerca guadagni, Arjuna!, questi è da onorare. Compi l'opera tua!

Bhagavad Gita (dalla traduzione inglese di Sir Edwin Arnold).